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Alessandro Roccia

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Dio è morto,
Marx è morto...
e anch'io nun me sent' tant' bbuon !!!
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L'ultimo sorso di birra

porta con se il senso effimero delle tue emozioni !
October 28

luci e ombre

 
i gatti sono animali imprevedibili, silenzioni e autonomi... hanno un fascino tutto particolare, sono sfuggevoli, testardi e vanitasi... ma sopratutto lo fanno appoosta! In fondo un po' ci prendono in giro, ci guardano disincantati mentre ci affanniamo per un pezzo di pane! ma sono degli animali bellissimi e affascinanti e credo anche molto intelligenti... un gatto capisce quando puo' parmettersi di fare le fusa e quando è meglio cambiare aria... e la cosa fantastica è che per lui non c'è alcuna differenza. Credo di avere ancora molto da imparare dalla loro calma!
Stamattina era appollaiato, con le zampe antariori ritte, sulle cassette delle lettere, sapete quelle che si trovano nei condomini, all'ingresso dei palazzi? beh li' sopra (come diavolo ci sarà arrivato?) era immobile e silenzioso... non l'ho visto subito, ma lui da quella posizione vedeva tutti quelli che entravano e uscivano e li seguiva con gli occhi, senza muovere un solo muscolo del corpo o del collo. Emanava una forte personalità quasi rispetto... quasi ipnotizatto dai suoi occhi. Mi entravano nella testa emettendo uno strano ronzio all'altezza delle tempie.
Le luci a intermittenza che rimbombavano nella sala cambiavano ciclicamente la loro frequenza, ma non sembravano seguire la musica. Era un altra musica, che si sovrapponeva ai suoni artificiali prodotti dalle casse. forse qualcuno l'avrebbe chiamata psichedelia... ma mi sollevo da ogni responsabilità nell'uso improprio di questa parola, fatevela spiegare da qualcun altro.
L'odore degli ormoni impazziti che riempivano l'Alcatraz, li' ieri sera era ovattato e mascherato, forse assente... il Tunnel era un grosso scatolone di corpi che si muovevano sorridendo! E' bello avere intorno a te gente che non vuole essere gurdata, gente ironica, gente che non deve essere pregata, gente socievole, aperta e non mascherata. la bionda ha dato davvero il meglio di se' ieri sera... a volte ti spaventa la sua prorompenza, ma sa essere mai volgare e mai scontata.. è pesante reggere il suo ritmo sembra non volersi fermare mai... le auguro solo di non sbattere contro un muro. Allora tanti auguri.
Ma forse credo sia stata lei a fare un regalo a noi: il suo entusiasmo è stato capace di riunire sotto uno stesso abbraccio una eterogeneità di persone incredibile... c'era il poppone, con le sue mani grandi e sempre ben in vista per paura di qualche ceffone, ma forse, sotto i pantaloni qualcosa ci puzzava... c'erano due occhi di gatto dentro un viso pulito e sorridente, un cocktail esplosivo (brutti pensieri ieri sera!)... c'era mazzainculo, un po' meno bambina del solito, ma ancora troppo arroccata... non c'era il paccaro (chiaramente se è paccaro!)... c'era il "moleskino" vestito del suo simpatico disincanto.... e poi altri altri, sconosciuti... e poi io. non piu' ospite di questa città... ma parte. che strano!... ho bosogno di staccare. domani sono a torino.
ciao
 
 
 
October 26

odore di pioggia

 
Vedere le luci che si rifraggono in mille combinazioni attraverso la scura foschia, misto a nebbia, della notte mi fa sempre un certo effetto. Mi vengono in mente quelle scene anni cinquanta di un uomo in bianco e nero che si allontana lungo la strada umida, col suo impermiabile grigio illuminato solo dalla luce di un lampione!
Eppure ero felice, una strana gioia, forse fiducia mi pervadeva... di li' a poco avrei preso a cazzotti il vano motere di una fiat per improvvisarmi meccanico di notte... come quelli che truccano le macchine per le corse clandestine. chi non lo è in fondo? il problema che spesso si è anche clandestini di se stessi.. farà bene?
vabbè.. stanotte delirio
grazie
ale
October 22

... e poi ti penso !

Inizio a non credere piu' alle coincidenze!
mi sembra tanto tutta una messa in scena per darci coraggio a fare cose che normalmente non avremmo mai fatto. Forse sono semplicemente cosi' tormentato da certi pensieri che qualunque cosa accada, era proprio quello che stavo pensando in quel momento!
stamattina è piovuto, uno di quei acquazzoni cosi' fitti che anche la luce filtrava a mala pena dalle persiane semichiuse. fondamantalmente... m'è passata la voglia di alzarmi!
so benissimo che il cielo di milano è bianco.. la cosa peggiore pero' è sentirsi ripetere dalla gente che ti sta intorno le solite frasi malinconiche di una città perduta... per carità persone splendide... è piu' facile divertirsi con loro, hanno il calore dentro e lo sanno mostrare senza fartelo pesare... vabbè comunque è un po' pesante ripetersi ogni volta che qui' la gente non sa viversi "la starda" e che il tempo è una merda...! guarda, fosse solo questo, ci passerei anche... quello che veramante mi lascia scioccato, e mi è capitato prorpio di recente, sentire una persona nata quà, che vive quà, la cui vità è in questa terra.. beh sentirla dire, magari dopo che mi lamento un po o stigmatizzo scherzosamante qualche "settentrionalità", che: "no no ma anche io sono terrona che ti credi? .. ho i geniotori di giu'...!" .....
....
e chi se ne frega! voglio dire, sta bene chi come una persona di mia conoscenza mi dà delle giuste motivazioni per affermare che non si sente legatissimo a questa città o terra che sia, ma chi invece per partito preso.. "ho i genitori di giu'"... come se quasi fosse un vanto, e si volessero far belli davanti a noi! beh sicuramente è un orgoglio avere genitori meridionali (ehehe piccolo campanilismo!!). Io non capisco, incutiamo tabto timore da scatenare queste reazioni alla gente? è la nuova moda di milano?... scopri il genitore del sud e vinci una bambola gonfiabile,,, ? non lo so ditemi voi! ci sarà pure uno che ama questa terra... la sente viva dentro di se... e la difenderebbe contro tutto.. ama i suoi pregi, ma anche i suoi difetti, ma soprattutto che ami farla scoprire agli altri, a chi è diverso e non sa o non ha capito...! anzi.. faccio quasi un appello... vi prego cari settentrionali, anche non doc (cioè di generazione in generazione!), chi di voi ha la passione per questa terra e la vuole far scoprire ad un profano curioso come me ? ? !
anche perchè io penso un po al mio caso... i miei genitori non sono puri napoletani, non sono portatori di quella tradizione millenaria famosa ormai in tutto il mondo... tra l'altro da piccolino ho pure vissuto a genova a causa del lavoro di papa'... eppure se penso a quella città, alla MIA città, mi si illuminano gli occhi, vorrei che tutti capissero la mia passione, e la trasmetto, gratuita, perchè non c'è cosa piu' bella che condividere... una cosa bella !! una cosa che mi lascia sempre stupito, quando c'è uno "straniero", la mia capacità di tirar fuori storie a memorie che non appartengono in maniera naturale alle mie origini... ma che sono dentro di me, a mia insaputa. e io le tiro fuori come fosse storia mia... chissà quando e come avro' assorbito quest'altro pezzetto della ia città!
 
stanotte credo di aver trovato una "pillolina" alla barriera tecnologia... ho trovato il PC acceso, lo abebo dimenticato.. è stato piu' facile cosi'.
vabbè
buonanotte anche a chi tra qualche ora avrà un aereo....
buonanotte
October 14

Camera per il cu...

 

In fondo la stazione di Milano non è poi così grande!! Sarà tutta una questione di prospettive… da lontano quell’unica “colata” di marmo mi sembra più una piccola monovolume, di quei modelli orribili della fiat che ancora vedi in giro nelle fiere e nei mercatini, piene di vestiti, cianfrusaglie e diavolerie cinesi. La prima volta che l’ho vista stavo tornando a Torino, era inverno, in uno di quei ponti in cui i treni impazziscono e la gente appresso a quelli!! Venivo da Pisa, credo, poi Firenze, aspettando un treno speciale partito dal Sud e mai arrivato… salii a spintoni su di un Eurostar in partenza per Milano. Pagai la mia bella multina, ma infondo ero contento. Tornavo a Torino. Sceso a Milano, avevo più di mezz’ora prima della coincidenza per Torino – che poi perché ca…. le chiamano coincidenze quando per stare tranquillo coi ritardi te le mettono almeno mezz’ora dopo l’arrivo previsto del treno precedente – così mi sono girato intorno, con una sola occhiata non riuscivo a catturare tutto la volta della stazione… ho dovuto girarmi più di una volta per capire inizio, fine e prospettiva. Sono uscito, mi faceva male il collo a furia di tenere la testa alta… sarò arrivato oltre metà della piazza… finalmente la foto!

 

Le bottiglie erano disposte in modo ordinato sullo scaffale, a fare da contorno agli alcolici, in perfetta armonia una brocca di sangria da un lato, un bottiglione di birra dall’altro. Il locale, anzi, la taverna, puzzava di vino. Si puzzava, per via del vino che penetrava nel legno delle tavolate. Intorno a me tanti occhi lucidi e guance rosse. C’era un tavolo da biliardo vicino il bancone, il manto verde sembrava liscio, anche l’aspetto era piacevole, doveva essere nuovo. Mi è venuta in mente una scena di bud spencer e terence hill… mentre fanno a cazzotti con qualche brutto ceffo. Poi lo scaraventano sul tavolo da biliardo che si apre in due!! Tutto l’ambiente mi ricordava tanto la cantina di mio nonno.. quella dove tiene il vino. Ogni anno un sapore diverso, con mio padre che si ostina ad introdurre metodologie moderne per la sua (del vino!) fermentazione. Mio nonno di tutta la risposta o gli gira le spalle o lo manda a quel paese, quando va bene gli dice anche che non capisce niente! Le ragazze sorridevano, un sorriso sincero, forse anche un po’ commosso… sai di quei sorrisi tirati, per non far scappare la lacrimuccia! Le gurdavo e pensavo a quanto fossero belle insieme.. ed alla voglia che avevamo tutti di passere giorni memorabili (anzi Notti!!). Tornai lo sguardo su quelle bottiglie… l’armonia alcolica meritava una foto. Foto! … silenzio di urla.. indistinte… poi un raptus!! Un catalano nervoso e isterico mi si avvicina aprendosi un varco tra le donne, mi intima di infilarmi la (foto)camera “su per il culo”… che accoglienza penso… lui parla in catalano, io gli rispondo in napoletano… credo che abbia fatto la foto a lui ed alle altre bariste… (lui era alla cassa).. ma chi sei? Un tossico, un pusher, uno spacciatore, un ricercato… fa anche strano gesti tipo unghia del pollice vicino alla carotide… ma che vorrà mai dire???!!! .. forse il ragazzo no ha ben capito dove sono cresciuto io… ! Sincerante, io lo guardo divertito, allibito, ma divertito… si crede duro… mi sta pure bene… davvero ho visto di peggio! Alla fine credo che ci siamo capiti… anche perché davvero non era uscito nessuno di loro nelle foto! Davvero lo ricordo ancora con un sorriso quel episodio.. peccato non essere riuscito a vedere la faccia delle ragazze… magari quello meritava una foto!! Ad ogni modo… la morale è: i catalani nun stann bbuon ca’ cap!!

In fondo no siamo in Spagna qui e loro stessi ci tengono a precisarlo… a volte credo che in loro ci sia anche un po’ un rifiuto verso il diverso, lo straniero… peccato… sarà che sicuramente noi siamo sempre troppo esterofili… ma loro sono sicuramente troppo “provincialisti”… sicuramente non nazionalisti! Però sai che ti dico… io me lo voglio imparare il catalano… vorrei capire fino a che punto arrivi il delirio della loro appartenenza !! e poi hanno una città bellissima… magari ci vivrei! Chissà…

October 10

Riportando tutto a casa… e una farfalla

Sapete quando avete tra la mani una farfalla? Una di quelle farfalla belle, che si vedono nei prati di montagna. Bisogna stare attenti, le sue ali sono molto delicate… potrebbero spezzarsi. Ce l’hai tra le mani, e non devi stringerle troppo.. ma non devi nemmeno avere paura della tua presa. Deve essere decisa, non forte ma decisa, ferma.. altrimenti vola via. Una stretta dolce e decisa. Lei non sa quando la libererai… ma non ha paura, perché capisce che non le farai del male, sarai tenero con lei, anzi.. forse, si sente per un attimo protetta. E calda, calda per il tuo respiro lento, quando avvicini la faccia, per vederla tra le intercapedini formate dalle tue dita intrecciate. Una farfalla non si cattura mentre vola, rischi di soffocarla, interrompi la poesia dei suoi volteggi… devi aspettare che si posi, magari su un piccolo muretto, stringe le ali facendone di due una, e si pulisce le zampette. Ancora frenetica per l’ultimo volo, quasi nevrotica nella sua pulizia… sa che deve volare ancora. Non esiste un lato da cui prenderla, la devi AVVOLGERE, non puoi permetterti di puntarla con una mano e tenere in tasca l’altra. Non solo le mani, ma anche le braccia, la testa.. tutto deve essere concentrato. Non puoi permetterti di farle male… e poi, per una farfalla così bella, non vale la pena essere superficiali!
Dopo un po’, quando apri le mani, come un fiore, succede sempre una cosa, una cosa che mi ha sempre affascinato… per un attimo, uno solo, di quelli piccoli di cui però riesci ad accorgertene… ecco in quel attimo, lei è lì, ferma, sembra sorriderti… e poi va via! Un altro volo, un’altra emozione, un’altra storia di raccontare.
 
E adesso immaginate dei tacchetti, di quelli bassi, sotto delle scarpe da ballerina. Li senti arrivare dalle scale, irregolari e confusi… silenzio… tintinnio di metalli che si toccano, tanti, troppi… “che peso inutile” pensi. Ancora tacchettini… adesso solo uno, l’altro è andato… lanciato insieme alla borsa e alla felpa… ancora silenzio, un respiro e poi un brusio, un farfugliare stridulo e confuso. La velocità delle parole è impressionate… punti alle parole chiavi: casa, luce, capo, stronza, amore, pipì, bolletta, metro…. Non sai se ti ha visto, se sta parlando con te o chissà, ma è quello il momento per concentrarsi: le mani, le braccia, la testa… tutto. Ci vuole un attimo, le tue mani sono già sulle sue labbra per soffocare dolcemente quell’ultima parola, il tuo respiro è già dietro il suo orecchio, le tue braccia intorno alla vita. In piedi, sul divano o sul letto sentirà sempre la stessa stretta, dolce e decisa! E sarà bello guardarle chiudere gli occhi e appoggiare il “suo peluche” sul tuo petto. Dopo, potrà volare ancora!
 
Barcellona è una città desiqual,
se ripassi anche due volte per la stessa carrer, per lo stesso locale, per lo stesso mare ti rendi conto che c’è sempre qualcosa che ti è sfuggito. Ma ti è sfuggita o davvero non c’era prima?! Ti lascia col dubbio… Barcellona è una città da tanti rumori e da inaspettati silenzi. Ma non il silenzio come assenza di rumore, il silenzio del mare, che ovatta suoni e luci… Barcellona è un viaggio, un viaggio alla ricerca di una Spagna che non trovi. Allora ti fermi a mangiarti le tapas in un luogo anonimo, con gente anonima, ma la compagnia giusta! Quella (la compagnia) che non vuole divertirsi a tutti i costi; quella con l’occhietto curioso del bambino e la battuta pronta, un po’ frivola, un po’ smaliziata. Occhietti curiosi, che non guardano al viaggio, ma ai viaggiatori. Dove ogni luogo è speciale per la presenza di qualcun altro. Barcellona è stato improvvisare discorsi sconclusionati con persone diverse, ragazzi, vecchiette, commercianti… con la seria convinzione di non dire nulla, ma capirsi. Evitando di fare l’italiano simpatico che deve mettere la “s” alla fine di ogni parola. Ma Barcellona in fondo è solo una città di mare… forse per questo mi piace.
*notte*
September 10

Una giornata particolare

Perché mia mamma ha l’abitudine di appendere gli accappatoi senza la cinta…? Non c’è davvero cosa peggiore che uscire rilassato da una bella e fresca doccia, e ancora con gli occhi chiusi allungare la mano verso l’accappatoio, indossarlo e… accorgersi solo allora che manca la cinta!!!

Sono a Napoli, ma non avrei voluto esserci… non per il motivo per cui, di fretta, raccatto pochi stracci e volo sull’aereo più triste della mia vita! Pensavo che sarei uscito svuotato da questi giorni di lutto, e invece questa città, la cultura meridionale della famiglia, mi ha arricchito ancora di più, e mi ha dato una lezione di “amore” che non dimenticherò mai.

Ieri (quando ho iniziato a scrivere era il 7/9, n.d.r.), venerdì 8 settembre, giorno di mercato, di chiasso… un po’ come tutti gli altri del resto. Una giornata di sole umido, come quelle giornate d’estate che ti fanno azzeccare tutti i panni addosso! Gli allucchi del verdummero, le capere chiattone che si fermano tra una bancarella e fanno d’intralcio allo già stretto vicolo sotto casa, e il sole, ancora questo sole più grande di ogni altro posto al mondo, insomma sto sole che ti costringe a tenere gli occhi a mezz’asta, e a top sempre troppo stretti per i seni delle ragazze. In mezzo a tutto questo ed a tanti altri colori… un feretro, un carro funebre attraversa questa moltitudine di personaggi. È silenzio, rispetto e commozione… tra la curiosità dei bambini, gli occhi lucidi di chi sa di aver perso una cliente, la partecipazione delle trappane, che dai balconi appoggiano le loro pance mentre si segnano il petto e la fronte! Gli scugnizzi, volgari e irrispettosi.. dai motorini rumorosi e truccati, quelli che te li vedi sbucare da tutte le parti, adesso tacciono: un inchino reverente, un segno veloce sul viso e sul petto e poi via di nuovo a fare gli scugnizzi, ma non subito, ma non così vicino… ancora un poco aspettano, trascinano il motorino piano e dopo un po’ ripartono. Rispetto, superstizione, cultura… non lo so, ma lo fanno! E in fondo, in quel momento sono sinceri, la curiosità degli occhi sudati dal sole… è sincera, è vera partecipazione di dolore, ma una partecipazione disincantata, approssimativa, perché anche piangere a volte può essere un lusso! S’adda tirà a campà…! Sentimento breve e intenso… in pochi ricorderanno il colore della mercedes, o il corteo o le facce coperte dagli occhiali da sole, qualcuno tornando a casa, forse racconterà qualcosa, qualcuno si lamenterà… qualcuno sarà andato a giocare i numeri al lotto! E poi ci sono le condoglianze, triste rituale, sadico ma doveroso, della condoglianza… tante volte ho pensato a quei momenti lì, che mi sembravano così lontani, alle facce consumate dalle lacrime; forse vorrebbero rimanere da soli, nel loro dolore, nell’abbraccio dei più cari… in silenzio. Ma mi sbagliavo, oh quanto mi sbagliavo. Non ho voluto rimanere solo mai. Per nessun momento, per nessun motivo… ho memorizzato le facce delle tante mani strette, i loro sguardi imbarazzati, le loro labbra semichiuse che avrebbero voluto tirar fuori chissà quale grande frase consolatoria… ma va bene così, va bene così. Quando viene a mancare una persona puoi misurare l’affetto che lei ha distribuito gratuitamente nella sua vita… ti ritorna come una valanga, impetuoso e rumoroso addosso senza che tu possa controllarlo. Tutti si danno da fare, tutti ti aiutano, tutti ti abbracciano… quasi non sei abituato a tanto affetto! E allora il funerale diventa una festa, un incontro della famiglia allargata, della “famiglia” degli affetti. Infondo se ci pensi bene è davvero una festa, non solo per chi crede, ma per tutti… la casa si apre, decine di macchinette di caffé iniziano a turno a ribollire sul fornello, sempre pronte perché qualcuno potrebbe arrivare all’improvviso. I più giovani ti portano le loro più sincere condoglianze, i più anziani zucchero e caffé, le signore del palazzo, le amiche, il brodo. Fa ancora caldo a Napoli, il finale di agosto ha illuso tutti e preso in giro i vacanzieri con le sue fresche, quasi fredde, temperature; inoltrato settembre invece l’aria si fa più pesante sotto i colpi dell’afa, l’umidità sale e le nuvole scompaiono: fa caldo. Non è il caso di mangiare brodo… ce lo porterà l’indomani la signora di sotto! E così, dalla mattina presto del giorno della sepoltura si scende giù al mercato di sotto e si comprano pomodorini, verdura per l’insaslata, bocconcini e mozzarella di bufala, pomodori per l’insalata e pummorola fresca, incappucciate e poi la frutta: banane, percoche, pesche e noci pesche, mele, limoni, pere. E le portate? Spaghetti e tagliata di salumi, formaggi. Limoncello e vino già ci stanno. Tra preparativi e corteo portiamo ritardo in chiesa… la messa non è troppo lunga, ma comunque completa e partecipata. Ironia della sorte… leviamo subito cuscini e corone: nel pomeriggio c’è un matrimonio! Seppelliscono il corpo che ormai sono le due passate… chi butta un fiore, chi butta la terra, tanti piccoli riti e gesti spontanei per lasciare qualcosa di proprio vicino alla tomba. Io ho scelto il fiore… una Rosa bianca. Saremmo tornati a casa che erano le tre… la casa è aperta, si sente caciara, odore di cibo cucinato e voci di donne. Una zia aveva portato due ‘uantiere di pasta al forno, la signora di sotto altre mozzarelle di bufala e due meloni gialli, le altre ragazze delle famiglia si davano da fare per apparecchiare e ultimare le cotture. Un microcosmo che pensava a tutti mentre alcuni erano al cimitero.  Ho assistito commosso a quelle scene… e per dare soddisfazione mi sono subito seduto a tavola aspettando la mia porzione! Avevo anche fame! Venerdì, a pranzo, eravamo venti persone! Abbiamo mangiato a turni, un po’ in piedi, e un po’ intorno alla tavola. Mamma mia quante commedie, qualche battuta, alcune risate, altre storie… ogni tanto il brusio veniva interrotto dallo squillo del telefono. Silenzio, qualche singhiozzo, qualche lacrima, il rumore della cornetta che si abbassa… ricomincia la commedia. Un po’ ero felice, anzi ero felice di avere tanto chiasso affettuoso intorno a me. Ho ripensato a quando ci lasciò nonno Tommaso, avevo 7 anni e fui allontanato di forza da tutto questo… forse mi avevano privato di una festa! Come allora pensai che mio cugino, da poco nato, facesse continuare dentro di se parte della vita di nonno… così oggi sono convinto che nella piccola cuginetta “torinese” Lei abbia lasciato qualcosa che la terrà legata a questa terra. Beh, a parte questi pensieri da “panta rei”, noi lo sappiamo, Tu lo sai… non ci lascerai mai nonnina! Buon viaggio e proteggici da lassù.

Tuo Alessandro 

 

September 03

una nottata milanese

Mi manchi!
Sono ubriaco, cerco di fare il cretino, mi diverto.. dico cazzate con gli amici ...e poi mi manchi. Sei forte e prepotente dentro di me... ancora... quanto una scelta razionale resisterà ai dolori del cuore.
sarebbe stato meglio avere il cuore dalla parte mia... je m' ricett "Ma comm sarraje succiess ch'è f'rnut?! Io nun c poss crer'r, je c' voglie pruvà!" Poi s' facett annaz o cor e m' ricett: "Tu vuo' pruvuà? e pruov... je me ne vac!!" Ossaje comme fà o cor quann s'è sbaglait!!
Si,,,ma adesso non è così... o' cor s'ingrippa.. s'ingrippa nei suoi pensieri! Mi manchi,,,, addirittura mi mancano quei tuoi baci dolci, quelli pieni d'amore.. quelli che non sopportavo... che mi facevano sentire tutto il mo difetto... quelli che facevano tremare il cuore.
Sono sciapi sti baci milanesi... puzzano di alcool e al massimo ti solleticano il palato! Per non parlare di quelli stranieri e prepotenti... oh, calma calma.. chi te l'ha chiesta sta lingua?! Le labbra si accarezzano, non si premono... si sfiorano ma non si incollano... si mordono, ma non si uccidono... si donano, non si pretendono!
E' inutile continuare a cercare un'altra come te!
BUONA NOTTE